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John Legend e il suo vino: una private label franco-americana

Dal cinema, allo sport e persino dal mondo della musica. La provenienza dei vips che decidono di cimentarsi nel business della private label del vino sono tantissimi.
Un fenomeno che rivela almeno tre cose: in prima battuta che le giuste manovre per far girare il proprio brand vinicolo sono in grado di garantire ritorni di investimento davvero redditizi. In secondo luogo che l’accostamento di un vino alla notorietà di un personaggio più o meno celebre del mondo dello spettacolo contribuisce a questo successo. Infine, con la giusta consulenza e il giusto supporto creare la propria linea di vini vincente a norma di legge del paese in cui si intende commercializzare non è poi così complicato.

Tra i tanti personaggi famosi che hanno avviato questo business troviamo il cantante musicista John Legend, il quale in collaborazione con la californiana Raymond Vineyards di proprietà del gruppo francese Boisset ha lanciato nel 2015 il brand Lve, Legend Vineyard Exclusive.

La scelta del partner d’appoggio per la realizzazione della private label di John Legend è stata una scelta felice e ragionata, in quanto come nota il gruppo Boisset oltre alla Raymond Vineyards possiede nove tenute in California, quindici in Francia e una in Canada. Quindi un portfolio di vini sufficientemente ampio dal quale poter scegliere i propri vini a marchio.

Legend_Vineyard_Exclusive_Private_Label

I vini della private label di John Legend

I vini attualmente disponibili sono:

  • uno spumante rosato francese metodo Charmat (o Martinotti) prodotto con una base di uve a bacca bianca e un 20% tra Pinot Nero e Grenache.
  • un rosato la cui impostazione del packaging è molto in linea con quello che gira dalle parti della Provenza e del Languedoc Rousillon, basti guardare il Miraval. Il vino è composto da un 45% di Grenache, 35% Syrah e da un 20% di Cinsault. Lo stesso vino oltre che in bottiglia è recentemente disponibile in lattina.
  • uno Chardonnay proveniente da Carneros, tra Sonoma e Napa, California, dalla classica impostazione americana: fermentazione in legno e malolattica interamente svolta.
  • un rosso composto da un blend di Merlot, Cabernet Franc e Sirah provenienti da Calistoga, Napa Valley, e abbondantemente passato in botte.
  • un Cabernet Sauvignon a cui viene aggiunta una piccola parte di Petit Verdot e che viene fatto passare in botti giovani per ottenere un’altra caratteristica del gusto americano apprezzato sul suolo a stelle e strisce: caramello e cioccolato.
  • un metodo classico 100% Chardonnay della Napa Valley frutto di 16 mesi di sosta sui lieviti.
  • un ulteriore Chardonnay della linea Signature proveniente da Sonoma di cui non sappiamo molto se nonché l’aroma di vaniglia descritto suggerisce un passaggio in legno giovane e tostato.
  • un Cabernet Sauvignon anch’esso della linea Signature proveniente dalla Napa Valley di cui sappiamo poco sulla tecnica di vinificazione e maturazione impiegata.

I vini spaziano dai 15 agli 85 dollari. Valori per i quali ci si attende degli standard minimi di qualità oltre che il mero marketing che può esserci legato al nome di Legend. Ma immaginiamo che sia proprio così considerando le disponibilità del gruppo partner per la realizzazione della private label.

Il packaging dei vini di John Legend

A guardarlo sembra qualcosa di molto diverso ed elaborato rispetto alla media delle private label analizzate sino ad ora. In realtà non c’è nulla di particolarmente complesso ma uno stile e un design studiato che funziona.

Il rosato usa una serigrafia dei tre caratteri LVE in bianco al posto dell’etichetta vera e propria.

La linea signature possiede anch’essa un’impostazione semplicissima, con le sole tre lettere in lamina dello stesso colore della capsula su carta bianca connotata da una leggera filigrana o disegno a bassa saturazione che altro non è che la firma del cantante.

Le etichette più elaborate invece riportano la texture di alcune rose i cui bordi dei petali sono stati fustellati per creare un’etichetta frastagliata e briosa. Interessante in questo caso la scelta dei colori delle rose che tendono a suggerire gli aromi e la profondità del vino.

In questi termini, anche il sito che non è nulla di particolarmente complesso cerca di colpire i giusti pulsanti emozionali del visitatore con foto ben curate che suggeriscono aromi e sapori.

Alla linea dei vini è stato dedicato anche un’ampia pagina Instagram e le bottiglie sono tutte acquistabili sul sito, anche aderendo al wine club e godendo delle scontistiche.

Una private label interessante quindi che sembra funzionare. Anche perché a della buona musica si accosta volentieri un buon calice di vino… ma anche due.

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